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Rete Italiana di Cultura Popolare
 
presenta
 Le Cattedre Ambulanti di Cultura Popolare

Il Circuito della alla Poesia a Braccio
 Leonessa, Posta, Accumoli, Cittareale  (RI), Aringo - Monterale (AQ)
In collaborazione con il Comune di Borbona (RI)
con il sostegno della Provincia di Rieti

Aprile - Giugno 2012
 
 
Il progetto delle Cattedre Ambulanti di Cultura Popolare rappresenta un decisivo passo avanti nel determinare le condizioni affinché la cultura popolare non sia solo un ricordo nostalgico delle generazioni che ci hanno preceduto ma risulti invece un elemento vivo e vivificante della contemporaneità, un insegnamento e una condizione per lo sviluppo e la crescita delle nuove generazioni e della società che andranno a costruire.
Domenico Scacchi
Consigliere Delegato alla Politiche Culturali
Provincia di Rieti

Premessa

Le “Cattedre Ambulanti di Cultura Popolare”, ideate dalla Rete Italiana di Cultura Popolare, hanno l’obbiettivo di far incontrare i Testimoni della Cultura Popolare, o i cosiddetti “Maestri Inconsapevoli”, con il pubblico, soprattutto quello dei giovani, per assistere a lezioni durante le quali il docente è per l’occasione un cantore di 92 anni, uno zampognaro di 73 o un coro dall’attività trentennale.
Si tratta di momenti che hanno un duplice valore: da un lato danno la possibilità ai giovani di conoscere o approfondire l’esperienza di questi Testimoni della tradizione; dall’altro sono opportunità che i Testimoni hanno per divulgare il proprio sapere, per passare appunto il testimone alle nuove generazioni.
Vere e proprie lezioni sulla tradizione, tenute dai loro depositari originari, espressioni di un territorio, di una storia sociale ed economica.
Le Cattedre rispondono all’esigenza dei molti giovani che stanno dimostrando un ritorno sincero verso e attività performative di rito e festa (vedi il fenomeno della Taranta o degli Occitani). L’obiettivo è quello di costituire una sorta di Università ambulante dove saranno gli stessi “Testimoni” a dar lezione della loro esperienza, di quei saperi tramandatisi oralmente che li rendono unici.
 Il progetto dalla sua fondazione è organizzato per attestare il valore della presenza e dell’attività di protagonisti significativi che, in continuità di tradizione o in operazioni di riproposta, abbiano mantenuto vitali settori importante della cultura folklorica come il rito, il canto, la teatralità. La loro presentazione attiva un canale di comunicazione importante, efficace ed adeguato al tipo di socialità del presente.

Progetto

Il progetto, partito nel mese di Dicembre 2011 dalla Città di Torino e dalle province di Cuneo, Grosseto e Rieti si sta estendendo, partendo dal mese di gennaio e poi, più intensamente, nel 2012, a molte altre province d’Italia in un percorso che coinvolge comuni grandi e piccoli, scuole, associazioni e luoghi di ritrovo che ospiteranno queste speciali lezioni aperte a tutti.
Gli appuntamenti sono organizzati secondo una serie di parametri che garantiscono la validità scientifica dei contenuti proposti ed è previsto un processo di documentazione della lezione, comprendente riprese audio/video e relazioni scritte, che permetterà di lasciare traccia dell’avvenuto scambio di conoscenze e, soprattutto, consentirà di rendere disponibile al vasto pubblico questo patrimonio di saperi e tradizioni. I materiali registrati a documentazione della Cattedra saranno infatti inseriti nell’Archivio Partecipato della Rete Italiana di Cultura Popolare, un nuovo spazio accessibile dal sito internet della Rete che si proporrà come archivio di tutti i contributi sulla cultura popolare che in molti anni di attività la Rete ha raccolto: dal lascito del fondo librario di linguistica e dialettologia del Prof. Tullio De Mauro alla possibilità di accedere ai numerosissimi archivi locali presenti sul territorio italiano e finora non fruibili in rete. L’accesso all’Archivio Partecipato sarà gratuito e possibile da ogni luogo (tramite una semplice iscrizione online), in modo da rendere veramente disponibile il sapere in esso contenuto a tutti coloro che vorranno approfondire le loro conoscenze in materia di cultura popolare: studenti, insegnanti, studiosi e semplici appassionati.

CENTRO ITALIA – IL CIRCUITO DELLA POESIA A BRACCIO

Un circuito di appuntamenti in provincia di Rieti, con uno “sconfinamento” anche nella vicina provincia de L’Aquila, tutti dedicati alla Poesia a Braccio, l’improvvisazione in ottava rima che per secoli è stata l’espressione artistica di poeti, contadini e gente semplice di tutto il Centro Italia. Lezioni che raccontano la tradizione del Canto a Braccio che si concludono, o forse iniziano davvero, quando i Poeti presenti si sfidano ed iniziano a cantare…

Con la partecipazione dei poeti: Donato De Acutis, Pietro De Acutis, Giampiero Giamogante, Francesco Marconi, Marcello Patrizi, Paolo Santini e Alessio Runci.

Il Programma

Mercoledì 04 Aprile – Leonessa
Ore 10.30 – 12.00 – Istituto  Comprensivo Statale Leonessa, Via Aldo Moro, 18 – Leonessa(RI) Canti e Parole: incontro – concerto con i Poeti a Braccio Reatini
Interverrà il Consigliere Delegato alla Politiche Culturali della Provincia di Rieti Dott. Domenico Scacchi
Appuntamento riservato agli studenti, non aperto al pubblico
 
Ore 16.00 – 17.30 – Auditorium Santa Lucia, Corso San Giuseppe, 44 – Leonessa (RI) - Canti e Parole: incontro – concerto con i Poeti a Braccio Reatini
Ingresso libero
 
Sabato 7 Aprile - Posta
Ore 17.00 – 18.30 – Aula Consiliare della IV Comunità Montana del Velino – Via Roma 103 - Posta (RI) - Canti e Parole: incontro – concerto con i Poeti a Braccio Reatini
Ingresso libero
 
Sabato 19 Maggio – Aringo, Montereale (AQ)
Ore 17.00 – 18.30 – Sede Associazione Aringo Club – Aringo, Monterale (AQ) - Canti e Parole: incontro – concerto con i Poeti a Braccio Reatini
Ingresso libero
 
Sabato 26 Maggio - Accumoli
Ore 17.00 – 18.30 – Centro Diurno Polivalente – Piazza San Francesco - Accumoli (RI) - Canti e Parole: incontro – concerto con i Poeti a Braccio Reatini
Ingresso libero
 
Sabato 16 Giugno - Cittareale
Ore 17.00 – 18.30 – Auditorium S. Maria Assunta – Piazza Santa Maria - Cittareale (RI) - Canti e Parole: incontro – concerto con i Poeti a Braccio Reatini
Ingresso libero

La Poesia a Braccio

La poesia a braccio è una nozione dai molti nomi: poesia improvvisata, canto a braccio, canto in "bernesco", ottava improvvisata. “A braccio”secondo alcuni nasceva del fatto che i poeti solevano muovere le braccia durante l’esibizione. Secondo altri era un’unità di misura per le stoffe.
L’idea di base è una poesia che viene creata inventando i contenuti nel momento stesso in cui si canta. Lo schema metrico è quello classico, l’endecasillabo già usato da Ariosto, Dante .. Quindi rima alternata per iniziare e rima baciata per le ultime due. E’ l’ultimo verso a dover essere ripreso dal poeta che proseguirà nel canto. Normalmente infatti sono più poeti a partecipare in una vera gara poetica. Non è un caso che Il canto a braccio sia denominato “ a contrasto”: oltre a doversi ‘attaccare all’ultima rima, il poeta che prende la parola dovrà sostenere la sua tesi (opposta a quella di chi l’ha preceduto) sempre usando i versi con maestria, per essere il più convincente possibile. I temi più comuni sono montagna vs mare, moglie vs cognata e così via. E’ dunque un esibizione assolutamente argomentativa, non solo legata alla sola sonorità.
Abruzzo, Lazio e Toscana sono le terre in cui è nato il canto a braccio in endecasillabo e dove continua a essere praticato. Anche nella Sardegna del nord i poeti cantano utilizzando l’ottava rima, mentre nel sud dell’isola la metrica è differente. Inoltre, durante le gare, si va oltre al confronto di tesi differenti: l’esercizio consiste nel riconoscere un contenuto segreto all’interno dei versi. La bravura, e la competizione, sta nello scoprire questo elemento nascosto tra le rime dell’intervento della squadra avversaria.
Per quel che riguarda l’estero abbiamo testimonianze significative nell’area ispanica, Baleari e Paesi Baschi in primis. Ma questa poesia è molto diffusa anche nell’America centrale, sebbene i versi 10 anziché 8, e non sempre siano endecasillabi. Meno conosciuto, ma altrettanto importante, è il canto a braccio nel mondo arabo: Palestina, Libano, Nord Africa.

I Poeti

Donato De Acutis, Figlio di Pietro, rappresentante quindi anche lui della nuova generazione di "improvvisatori",  dal 2007 al 2010 ha moderato, insieme a Giamogante, a Roma un Laboratorio dedicato all'Ottava Rima il cui intento è stata la diffusione della tecnica attraverso l'ascolto e l'improvvisazione stessa.

Pietro De Acutis, Nasce a Roma nel 1952 da madre Romana  e padre originario di Bacugno. Dal 1973 al 2007 partecipa frequentemente alle principali manifestazioni di poesia estemporanea di Lazio, Abruzzo, Toscana, Umbria e Marche. di particolare rilievo la manifestazione annuale nazionale di Bacugno e quelle di Borbona, Ribolla, Spelonca, Campotosto; la manifestazione internazionale di Pomonte.

Giampietro Giamogante, «Non puoi avere sul cruscotto dell’auto un CD – mettiamo – di Eminem e uno di poesia estemporanea. Non ha senso, la poesia estemporanea è un’altra cosa». Mi dice così Giampiero Giamogante... Lui è uno di quelli che va in giro a cantare poesie «a braccio», è della nuova generazione di uno stile che affonda nei tempi dei tempi. È giovane Giamogante, e ce ne sono di giovani che si affacciano a quest’arte e si affiancano ai più vecchi. Dice Giamogante: «Una gara poetica funziona come qualsiasi altra gara. Ci sono temi classici, dei «contrasti» antichi... ma ne possono capitare di attuali... Io una volta ho proposto il viaggio di Colombo verso le Americhe e quello di Armstrong sulla luna. L’uno non sapeva dove andava, cercava le Indie e trovò l’America, l’altro sapeva dove andava e c’era tutto un mistero, ma non era la stessa angoscia» (da "Poeti, butteri, paladini e cowboy",  04 Dicembre 2005 www.lanfranco.org)

Francesco Marconi, Nasce a Cittareale, è uno dei poeti più conosciuti dell'Alto Lazio. E' stato uno dei primi ragazzi a seguire i "vecchi" poeti, permettendo la trasmissione di questo sapere.

Marcello Patrizi, nato all’Aquila nel 1965. “Ho qualche pregio che deriva dal fatto di essermi appropriato della tradizione letteraria per mia formazione, per il fatto che ho studiato lettere(…); me ne sono appropriato e la riutilizzo così quando mi si offre un’occasione, forse il mio è un tipo di canto che ha certe sfumature; cerco nel canto di mantenere una struttura sintattica abbastanza rigorosa, anche se è difficile(…). Questo può essere un pregio, ma anche un difetto, perché mi accorgo di risultare meno immediato quando improvviso”.  (da “Intervista con Luigi Berardi” www.archiviodellamemoria.it)

Paolo Santini, Nasce ad Amatrice (RI) nel 1966. La sua formazione culturale è imbevuta del canto a braccio, tradizione ancora viva e quotidiana durante la sua infanzia. L'apprendimento dell'endecasillabo gli consente l'espressione dell'urgenza poetica, da lui avvertita come tratto comune dei poeti estemporanei: il bisogno di concretizzare con la parola la magia di fugaci sentimenti, scolpiti nell'immaginario fino a radicare per dare nuovi frutti di sensibilità.

Alessio Runci, Vive e lavora a Terzone, dove svolge attività diversificate. “Anche di lui si dice un gran bene come poeta, anche se gli rimproverano qualche scivolata sull'endecasillabo... Quando si canta, se sbagli tu lo sai, ma capisci anche, dalla faccia di chi ti sta a sentire, che se ne è accorto. Perché ti fanno l'analisi, ti contano le sillabe", commenta divertito (…) Essere poeta non è questione di un semplice passaggio da padre in figlio. E' una vocazione che parte da una base di spontaneità e che poi, da autodidatta, va coltivata. Non c'è una scuola che ti prepara anche se è chiaro che frequentando chi esercita da tempo quest'arte, ti perfezioni". (Valter Giuliano “Canti, poeti, pupi e tarante”).

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