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TESTIMONI DELLA CULTURA POPOLARE ®
Il progetto dei “Testimoni della Cultura Popolare” costituisce un riconoscimento internazionale per la valorizzazione di tutte quelle feste, riti, performances e azioni, espressione di quel valore inscindibile che la storia del territorio rappresenta.
I Testimoni sanno difendere, con orgoglio, la linfa vitale che è nelle radici di ogni comunità e di ogni territorio, sino a rimetterla in circolo riproponendoci germogli di modernità che nascono dalla continuità con il passato, la storia, la memoria.
Non si sono piegati ai ritmi sempre più veloci imposti da una modernità che travolge sentimenti, bellezza, relazioni, storie, persone: continuano ostinatamente a coltivare questi valori fondamentali della vita, con convinzione e sono ancora lì a riproporceli, con dignità e orgoglio.
Oggi vanno tutelati perché da testimonianze viventi e sopravvissute, diventino soggetti capaci di trasferire il testimone vivo delle culture che rappresentano, alle generazioni più giovani.
Le azioni operativa che questi Testimoni vengono chiasmati a svolgere sono Cattedre Ambulanti della Cultura popolare, durante le quali diventano docenti, alle cui “lezioni” sarà bene non mancare approfittando di occasioni uniche per ripartire dalla tradizione per alimentare le prospettive di futuro.
I requisiti fondamentali che individuano un Testimone della Cultura Popolare® sono:
1. la presenza di un legame effettivo con il territorio che esprime la tradizione di cui il candidato Testimone è detentore per :
- memoria
- tradizione
- continuità
- riproposta
2. l’accessibilità alla tracciabilità del percorso di attività testimoniata
3. la disponibilità a trasferire il “testimone” del proprio sapere alle giovani generazioni, affinché la tradizione si possa trasmettere e rinnovare con rispetto e coerenza.
La valutazione delle candidature dei Testimoni avviene da parte della Rete Italiana di Cultura Popolare, a seguito della consultazione del Comitato Scientifico della stessa.
CANDIDA QUI UN TESTIMONE DEL TUO TERRITORIO
TESTIMONI DELLA CULTURA POPOLARE ® 2012
| Le Nzammaruchèle |
Subappennino Dauno |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Biccari (FG).
Le nzammaruchèle sono le altalene su cui si cantava un canto polifonico a due voci alterne il cui testo e' composto di ottave per lo più formate da endecasillabi a rime alternate. Le “donne delle nzammaruchèle” sono riconosciute Testimoni della Cultura Popolare® quali portatrici di una tradizione canora, che è espressione di momenti di socializzazione di una comunità.
Le voci delle nzammaruchèle di Biccari, fino ad adesso individuate, sono Costantina Petrucelli (classe 1934), Agnese Checchia (classe 1946), Maria Donata Caterino (classe 1934), Quirico Caterino (classe 1940).
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| Il gioco tradizionale |
Canavese |
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Pier Franco Causone - Maglione (TO) |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Maglione (TO).
Pierferdinando Causone (classe 1950) è riconosciuto Testimone della Cultura Popolare ® quale rappresentante, riconosciuto dalla propria comunità di appartenenza, di uno degli ultimi attori attivi sul territorio nel recupero dei giochi connessi alla cultura agricola, quali il Cisu, la Cirimela e il rocchetto, individuando inoltre nel gioco tradizionale un luogo, di identità e di conoscenza, che sviluppa coinvolgimento e partecipazione della comunità di riferimento.
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Ferdinando Busca – Nomaglio (TO) |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Nomaglio (TO).
Ferdinando Busca (classe 1942) è riconosciuto Testimone della Cultura Popolare ®, per il suo ruolo nella diffusione della cultura ludica, per mezzo del recupero e della trasmissione di alcuni giochi tradizionali locali costruiti con materiali di recupero. Si riconosce altresì la capacità di aggregazione del gioco, poiché la sua costruzione rappresenta esercizio di ingegno e di condivisione, rappresentando un fondamentale momento di socialità, una tra le prime esperienze del “fare comunità”.
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| Il gioco tradizionale |
Valli Cuneesi |
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Mario Collino “Prezzemolo” |
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Autocandidatura.
Mario Collino (classe 1947) è riconosciuto Testimone della Cultura Popolare ® quale attore attivo da più di vent’anni nel recupero ed in particolar modo nella diffusione e riproposizione del giocattolo tradizionale in maniera eterogenea e capillare nelle valli cuneesi.
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| Poesia a Braccio |
Maremma |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione provinciale di Grosseto.
La Rete riconobbe nel 2005 la stessa tradizione, per l’area reatina. Oggi, grazie al lavoro da anni attivo sul territorio sviluppato insieme alla Provincia di Grosseto e alle energie locali, formalizziamo il riconoscimento per l’ area maremmana. La Poesia a Braccio è una nozione dai molti nomi: poesia improvvisata, canto a braccio, canto in "bernesco", ottava improvvisata. “A braccio”secondo alcuni nasceva del fatto che i poeti solevano muovere le braccia durante l’esibizione. Secondo altri era un’unità di misura per le stoffe. L’idea di base è una poesia che viene creata inventando i contenuti nel momento stesso in cui si canta. Lo schema metrico è quello classico, l’endecasillabo già usato da Ariosto, Dante.
I poeti fino ad oggi individuati sono: Francesco Benelli (Magliano in Toscana, 1927), Alessandro Cellini (Grosseto, 1962), Francesco Cellini (Grosseto, 1990), Mauro Chechi (Grosseto, 1947), Serena Cola (Grosseto, 1978), Andrea Fiori (Grosseto, 1979), Niccolino Grassi ( Montieri, 1948), Umberto Lozzi, detto anche “Volpino” e/o “Puntura” (Scansano – GR - , 1941), Irene Marconi (Piombino – LI -, 1982), Benito Mastacchini (Talamone – GR -, 1929), Artemio Melani (classe 1930), Pietro Pimpinelli (classe 1973), Elino Rossi (Roccalbegna – GR - , 4 luglio 1941), Cecila Rustici (Grosseto 13 ottobre 1987), Enrico Rustici Braccagni (Grosseto 30 luglio 1974), Fernando Tizzi (Manciano – GR -, 17 maggio 1946), Bruno Tuccio (Grosseto, 1976).
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| Canto a Tenore |
Sardegna |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione provinciale di Sassari.
Il canto a tenore è uno stile di canto corale sardo di grande importanza nella tradizione locale, sia perché espressione artistica di matrice originale e autoctona, sia perché espressione sociale del mondo agro-pastorale, strato sociale fortemente caratterizzante l'isola. Il canto a tenore è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni orali e immateriali dell'umanità e perciò considerato "Patrimonio intangibile dell'Umanità". Il canto a tenore è riconosciuto Testimone della Cultura Popolare ®, vista il decennale lavoro della Provincia di Sassari, insieme alla Rete, su tale tradizione che rappresenta uno dei canti corali più antichi a tutt’oggi vivi.
I gruppi di canto a tenore ad oggi individuati sono: Thenores di Thiesi (SS), i Tenore di Benetutti (SS) e i Tenore Antoni Milia di Orosei (NU).
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| Chitarra Battente |
Cosentino |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione provinciale di Cosenza.
La chitarra battente è un particolare tipo di chitarra, tipica della tradizione agropastorale della Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Campania (in particolare del Cilento), si attesta nel centro e nel sud d'Italia fin dal XIV secolo. La tradizione musicale della Chitarra Battente Cosentina viene riconosciuta come Testimone della Cultura Popolare ® come tradizione artigianale e musicale radicata sul territorio, riconosciuta come elemento identitario dalla comunità ed oggetto di ampia rivalutazione da parte delle nuove generazioni.
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| Enogastronomia e Artigianato |
Molisano |
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Mariarosaria Cianfagna (classe 1968) |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Civitacampomarano (CB)
Mariarosa Cianfagna è riconosciuta Testimone della Cultura Popolare ® quale portatrice di un sapere enogastronomico specificatamente connesso alla produzione dei “ciell” o “pezzett”. Prodotto gastronomico tipico, “I ciell” sono dolci che si preparavano nelle famiglie solo in occasione delle feste, in particolare nei matrimoni. Con molte varianti tra gli ingredienti, forme e nomi diversi essi sono diffusi in molti paesi della provincia di Campobasso, anche in quelli Slavi ed Albanesi. Spezie, cioccolato, cacao, agrumi, in tempi più recenti, liquori, che si acquistavano o scambiavano, con i prodotti della campagna nel negozio del paese provvisto di merci diverse. Uno degli ingredienti, molto particolare che caratterizza questi dolci tipici di Civitacampomarano è il mosto cotto, che insieme al miele, era il dolcificante più diffuso. Grazie alla rinnovata conoscenza di questo prodotto tipico, avvenuta tramite Mariarosaria Cianfagna, si attualizza la memoria della comunità e i saperi artigianali ad essa connessa.
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Nicola Caprara “Nicol D’ Croc” (classe 1929) |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Civitacampomarano (CB).
Nicola Caprara è riconosciuto Testimone della Cultura Popolare ®, poiché unico fabbro civitese vivente ancora in grado di produrre “le pizzicarole”, i preziosi arnesi, con cui si “pizzicano” i “ciell”.
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CULTORE - PREMIO SPECIALE PER IL CONTRIBUTO
ALLA RICERCA E ALLA DOCUMENTAZIONE SULLA CULTURA POPOLARE
Il premio speciale individua quelle persone, enti e associazioni che nel lavoro di ricerca ed animazione dei territori accettano il compito di lavorare in Rete, all’archivio partecipato e a contribuire all’idea di sviluppare la cultura locale come bene comune.
| Associazione Culturale La leggera |
Centro di Ricerca e Documentazione sulla Cultura Orale- Comune di Pontassieve (FI) |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione provinciale di Firenze e dall’ Istituto Ernesto De Martino.
L’Associazione si occupa, su tutto il territorio dell’ Appennino tosco-romagnolo, a cavallo delle provincie di Firenze e Arezzo di ricerca, documentazione, analisi e studio delle fonti orali locali, sia in funzione di archiviazione che di apprendimento, pratica e diffusione. Organizza e promuove iniziative diversificate affinché le persone che abitano il territorio possano esprimere e produrre cultura partendo dal proprio vissuto, al fine di mantenere, elaborare e affinare gli strumenti culturali dati dalla memoria e dall’identità personale e collettiva. L’approccio è rigorosamente intergenerazionale e interculturale e vede nella valorizzazione delle diversità in genere una risorsa necessaria alla qualità delle relazioni con e tra le persone, gli animali e l’ambiente.
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| Corrado Barontini |
Grosseto, 1948 |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione provinciale di Grosseto.
Studioso e ricercatore della cultura popolare locale, dal 1979 membro del Comitato Scientifico dell’Archivio Tradizioni Popolari della Maremma di Grosseto, istituito dal Comune di Grosseto. Coordinatore e componente del “Coro degli Etruschi”, gruppo di riproposta del folclore canoro. Componente del comitato e della segreteria di redazione nonché collaboratore di riviste specializzate sulla cultura popolare toscana (Toscanafolk) e maremmana (Maremma Magazine e La Maremma Rivista). Organizzatore di incontri annuali sulla Poesia Estemporanea a Ribolla nel comune di Roccastrada, docente di cultura popolare in corsi di educazione per adulti e ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori. Ha pubblicato e curato numerosissimi libri e CD audio sulla cultura popolare maremmana.
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| Cesare Augusto |
Candelo, Biella, 1943 |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Candelo (BI).
Testimone della cultura tradizionale del territorio, dagli antichi mestieri, i saperi legati alla terra, la vita contadina, le radici della comunità, la storiografia locale. Attore attivo nella trasmissione di questi ultimi alle nuove generazioni grazie alla quotidiana collaborazione nei progetti di studio e diffusione del territorio.
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| Giancarlo Pessa |
Candelo, Biella, 1934 |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Candelo (BI).
Giancarlo Pessa è testimone della cultura rurale del territorio. Partecipa a progetti di studio, divulgazione e narrazione delle tradizioni locali con grande disponibilità alla trasmissione dei saperi alle nuove generazioni.
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Antonio Santo Curto
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Novoli, Lecce, 1953 |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Novoli (LE).
Antonio Curto osserva con spirito critico l’evolversi della tradizione novolese collaborando con l’amministrazione comunale e contribuendo al rilancio e valorizzazione dei festeggiamenti legati a Sant’Antonio Abate con particolare riferimento alla Fòcara come bene della cultura immateriale. Partendo dal racconto storico locale e dall’esperienza diretta di fruitore, ha messo in evidenza in forma propedeutica il passaggio dall’antico rito alla fruizione contemporanea dello stesso, supportando, nei modi e nei contesti opportuni, conoscenza e consapevolezza popolari, necessaria ad alimentare affettività e tutela della tradizione novolese, coinvolgendo i primo luogo le giovani generazioni.
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Domenico Durando
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Piobesi Torinese, Torino 1936 |
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La candidatura è stata presentata dall’amministrazione comunale di Piobesi Torinese (TO).
Nato da famiglia contadina, ha svolto nella sua gioventù mansioni legate ai lavori agricoli condividendo e assimilando usi e tradizioni locali, in età adulta ha lavorato nel mondo dell’industria metal meccanica vivendo gli anni della ricostruzione e del boom economico con senso della realtà di appartenenza. Attualmente e da lungo tempo è presente nell’associazionismo locale (Presidente Gruppo Pensionati), è un punto di riferimento per i suoi associati e per la comunità in quanto testimone e attore di molti momenti della storia locale.
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® Testimoni della Cultura Popolare è un MARCHIO REGISTRATO
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Giovanna Marini
Premiata 2006

A partire dagli anni Sessanta Giovanna Marini inizia una profonda ricerca legata al canto sociale e alla storia orale cantata, spesso a stretto contatto con alcuni cantanti contadini, cantori e cantastorie. Con l’Istituto Ernesto De Martino porta avanti la raccolta di canti di tradizione orale e il loro studio e trascrizione, inventando a questo scopo un sistema di notazione musicale che le permetterà di trasportare la memoria cantata sul palcoscenico. Parallelamente ad una lunga attività di composizione in vari ambiti, Giovanna Marini ha sempre continuato l’insegnamento dell’etnomusicologia applicata al canto di tradizione orale italiano.
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Pete Seeger
Premiato 2006
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Nato nel 1919, Pete Seeger è davvero una leggenda del folk mondiale. E’ stato uno degli iniziatori e il più infaticabile sostenitore della riscoperta della tradizione popolare, americana e di altre parti del mondo, riuscendo ad affermarla come genere folk.
Percorrendo sin dagli anni ’40 gli Stati Uniti e recuperando le ballate della tradizione Pete Seeger ha dapprima proposto questa musica per l’educazione musicale dei bambini, mentre dopo la II guerra mondiale ha avviato un grande percorso di musica e impegno sociale, politico ed ecologista, iniziato con la formazione degli Almanac Singers, proseguito con i Weavers e mai svanito.
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I Cugini Nigro, Giuseppe e Luigi
Premiati 2006

Figli e nipoti di suonatori tradizionali, i due cugini, impegnati quotidianamente nel lavoro di allevatori, sono gli eredi di un’articolata tradizione musicale radicata nell’area della Sila Greca, terra in cui persiste un importante repertorio di canti popolari d’amore, di sdegno e religiosi.
La loro cultura va dalla piena conoscenza dei relativi repertori cantati e suonati, all’uso di specifici strumenti (zampogna, chitarra battente e organetto), e in certi casi alla loro realizzazione: Luigi è l’ultimo costruttore di zampogna presente nell’area, e segue le tecniche trasmessegli dal nonno, mentre Giuseppe è un provetto suonatore di chitarra battente e raffinato cantore.
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Gipo Farassino
Premiato 2006

Classe 1934, chansonnier e attore torinese, grande interprete di canzoni popolari e d’autore in dialetto locale, Gipo Farassino è un artista da sempre profondamente legato alla sua città, Torino.
Indubbiamente la forza evocativa di tante sue canzoni è legata proprio al dialetto, che sa utilizzare con spontaneità e bravura, con sensibilità e intelligenza, con un istinto innato di chansonnier dialettale, dipingendo in modo indimenticabile quartieri, negozi, personaggi della Torino popolare. Gipo canta in dialetto quando è necessario, senza esserne prigioniero; lo varia, lo modula, ne accentua il carattere popolaresco, addirittura gergale, oppure lo innalza a toni più alti, a seconda delle canzoni, sfruttandone tutte le risorse.
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