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Dal Comitato alla Rete

Dopo quasi dieci anni di lavoro che hanno visto le istituzioni provinciali confrontarsi su tavoli di politica culturale condivisa, azioni di ricerca, performativi e di conoscenza, l’Associazione Nazionale, riconosciuta dal Mibac, ha vista finalmente la luce il 4 giugno del 2009. La sua nascita si è portato dietro l’intero bagaglio di progetti ideati dal “Comitato Festival delle Province”; quali: l’unica Festival di Cultura Popolare Itinerante, denominato appunto “Festival delle Province”; il riconoscimento dei “Testimoni della Cultura Popolare”; la programmazione delle “Cattedre Ambulanti”; il Festival Internazionale dell’Oralità Popolare; la realizzazione della Rete Mediterranea con la collaborazione di altri 12 Paesi della sponda sud; l’istituzione del 13 dicembre “Giornata Nazionale della “Rete”.

La Rete Italiana di Cultura Popolare rappresenta oggi una speranza per non disperdere quel ricco patrimonio di saperi che rappresentano le vere biodiversità della nostra cultura. L’obiettivo è quello di individuare, valorizzare e creare azioni per veicolare quei saperi che vengono spesso trasmessi solo oralmente e che ogni giorno corrono il rischio di sparire per sempre.

Sin dal suo esordio la nuova/antica Associazione Nazionale ha delineato i nuovi confini con il superamento della stagionalità del Festival Itinerante, rendendolo annuale: Estate, Autunno, Inverno e Primavera, per poi ricominciare il ciclo. Ha firmato un accordo con Slow Food/ Giunti Editore per la distribuzione della prima collana editoriale creata e diretta dalla “Rete” stessa. Sta lavorando all’allargamento della Rete Mediterranea per costruirne una Euromediterranea, grazie ai rapporti col governo Rumeno, Francese, Albanese ed il Dipartimento di Cultura Popolare della Catalunja; ha aperto un tavolo di lavoro con oltre 30 “comunità di nuovi migranti” per una progettualità d’integrazione e confronto; sta registrando l’adesione di centinaia di “volontari” in tutta Italia e sta formalizzando la nascita delle “Antenne” territoriali.

Grosseto 5 Novembre

Stati Generali della Cultura Popolare

Gli Stati Generali della Cultura Popolare sono uno strumento che la “Rete”, di concerto con gli Enti locali, ha deciso di adottare per la costruzione delle “Antenne” sui singoli territori provinciali.

Il progetto strategico delle “Antenne” nasce con l’obbiettivo di coinvolgere le forze attive delle comunità locali, per governare l’imminente confronto nazionale ed internazionale, in un ottica di sistema, e che superi in questo modo le diverse visione localistiche, spesso causa di divisioni ed incapacità di tutelare realmente il ricco patrimonio della cultura popolare. La Provincia di Grosseto si presenta a questo appuntamento come esperienza pilota, mettendo intorno a questo tavolo l’esperienza delle reti provinciali: dalle biblioteche ai musei, dalle scuole alle università. Attori quali Regione Toscana, il Comune di Grosseto, Fondazioni Bancarie, Camere di Commercio, alla presenza dei gruppi di tradizione, veri animatori e sentinelle della tradizione locale, completano un articolato panorama umano che dovrà confrontarsi con il resto dei soggetti che in Italia ed all’estero hanno deciso di intraprendere questo faticosissimo e necessario percorso di conoscenza e scambio.

Dopo questa prima azione della Provincia di Grosseto nella primavera del 2010 vi saranno gli Stati Generali negli altri territori italiani, che avranno lo scopo di indagare le diverse modalità di nascita delle “Antenne” per un lavoro coordinato a livello nazionale.

“La Rete è organizzata in “Antenne” sull’intero territorio italiano. Per attivare un’antenna abbiamo individuato tre competenze indispensabili:

1) il coinvolgimento di un ente pubblico o con attenzione pubblica;
2) un pool di persone, associazioni o volontari con competenze organizzative;
3) un rapporto stabile con un organo scientifico o universitario. Naturalmente tutto questo non avrebbe possibilità di svilupparsi se non si incontrasse una reale partecipazione delle comunità locali, con le qualisi individua un possibile lavoro strategico.”
Antonio Damasco
Direttore
Rete Italiana di Cultura Popolare

 

 

 

 

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