INDOVINA CHI VIENE A CENA?
Come è andata...

Sabato 31 Marzo





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FAMIGLIA PERUVIANA
La gioia di vivere e l’allegria
Sabato sera siamo stati ospiti a cena della famiglia di Oswaldo. Insieme a noi erano presenti altri 4 ospiti e tutta la sua famiglia tranne il figlio medico di turno all’ospedale. Oltre alla gentilezza, all’apertura, alla disponibilità sua, della moglie e delle 3 figlie, abbiamo potuto constatare l’ottimismo,la gioia di vivere e l’allegria con cui affrontano la vita. Oswaldo ha parlato a lungo della sua esperienza, delle sue difficoltà, del suo Perù,  raccontando  la partenza e il dolore della separazione dai figli e dalla sua terra, ma anche della volontà di inserirsi positivamente a Torino e di ricongiungersi al più presto colla sua famiglia. Ora ogni figlio ha fatto la sua strada, ma abitano tutti vicini :passano molto tempo libero insieme e  ci ha molto colpiti l’unione , il rispetto e l’affetto che li lega, valori un poco dismessi nel nostro tempo. La cena era ottima naturalmente e si è conclusa con un favoloso “ pie al limone “ cucinato dalla figlia più piccola, Danit, quasi architetto. Ci siamo lasciati con l’auspicio di rivederci tutti
Pino e Micaela Bonino

Accoglienza e fiducia assolute
Cari amici, per me è stata un'esperienza di accoglienza e fiducia assolute. Da ieri sfoglio i giornali con un occhio particolare al Perù paese, insieme al resto del Sudamerica, che da sempre vorrei visitare. Spero anch'io di rivedervi presto e poter anche ricambiare l'accoglienza di Oswaldo e della sua famiglia. Un abbraccio
Giovanna

Il loro modo nuovo di essere italiani
Mia moglie ed io siamo stati ospiti della Famiglia di Oswaldo sabato scorso e siamo entusiasti dell'iniziativa in particolare e dei propositi della Rete in generale. A prescindere dalla nostra serata della quale tra poco le dirò riteniamo che occasioni come queste siano imperdibili perché offrono opportunità di arricchimento culturale ed umano che molto improbabilmente potremmo riuscire a cogliere altrimenti. La serata poi è stata decisamente piacevole, il signor Oswaldo e la sua simpatica famiglia   ci hanno accolti molto calorosamente; il nipotino di sette anni poi, probabilmente allenato tutto il pomeriggio dal nonno, ci ha accolto e seguito come se fosse un Lord inglese nella sua tenuta di caccia: educazione d'altri tempi! Ci ha intenerito , al momento della macedonia, scoprire che le coppe erano state comprate per l'occasione (ci è rimasto in mano il tagliando incollato sul fondo). Non siamo andati alla cena con la spocchia del turista curioso di notizie superficiali e costumi locali, ma con la curiosità di incontrare questi nuovi torinesi che non possono che arricchire la nostra città con il loro modo nuovo di essere italiani. Stiamo pensando di invitare la famiglia che ci ha ospitato a casa nostra...
Chiara e Piercarlo Corzino


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FAMIGLIA MAROCCHINA
In posa
Najat e Mostafà sono padroni di casa deliziosi, e ci siamo divertiti tutti a posare per il "gruppo di famiglia in un interno".
Liliana, Daniela, Adelina e Paola

Una frontiera distrutta
E' stato impossibile trovare una sola persona che si non si trovasse a suo agio dalla prima cena fino all'ultima; ci siamo sentiti tutti come vecchi amici che si sono ritrovati dopo tanti anni. Tutti gli ospiti sono stati tanto gentili e  di una simpatia e umiltà tale che si sono precipitati ad aiutarci in cucina e a sparecchiare: un ospite eccezionale si era addirittura proposto per lavare i piatti! Abbiamo passato dei momenti magici proprio perché tra di noi si è subito creato un feeling. Parecchi di loro hanno già programmato di invitarci a casa loro.  Si è parlato di tutto tra una portata e l'altra. Grazie alla Rete abbiamo distrutto questa frontiera che persiste tra italiani e stranieri e ci ha permesso di farci conoscere da queste persone che ci ospitano nel loro paese. Grazie di cuore
Najat, El Mostafa, Leila e Adil


La reciproca curiosità
Sabato 25 febbraio abbiamo vissuto la nostra  prima esperienza nel progetto “Indovina chi viene a cena”. La nostra valutazione è senza dubbio positiva. Il clima è stato molto caloroso: su questo, peraltro, non avevamo dubbi. Desideriamo invece sottolineare il valore aggiunto dello spirito che, nella serata, è emerso senza difficoltà: quello della reciproca curiosità e del sincero interesse ad ascoltarsi e confrontarsi con libertà e semplicità.  D’altronde, la motivazione della nostra adesione era proprio questa: quella di cogliere l’occasione per mettersi in relazione non tanto e non solo per cercar di aiutare, ma anche per cercare di arricchire noi stessi includendo elementi di culture e vissuti diversi dal nostro. Noi crediamo che queste inclusioni siano elementi primari non solo per la ricerca della saggezza personale, ma anche di percorsi di pacificazione sostanziale. Certamente le persone ospitanti si sono rivelate “vicine” e quindi il nostro obiettivo è stato raggiunto in modo un po’ troppo facile. Crediamo perciò  che la sfida del Progetto consista nel perseguire tre caratteristiche: la perseveranza (che crediamo sia necessaria tutte le volte che si vuole mettere in gioco la cultura), l’estensione del numero degli ospitanti ed il “rischio” (positivo) di vivere confronti meno protetti e la promozione dell’iniziativa anche dal lato degli ospitati sottolineandone il  “valore per noi” (spesso è più facile aiutare che sentirsi desiderosi di aiuto). Complimenti: noi ci siamo!
Angiola Maria e Leonardo

 

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FAMIGLIA ALBANESE
Una questione secondaria
Compagnia simpatica e buona cucina. Con Dafina abbiamo parlato del suo lavoro e della sua passione per le piante, con Eliona e Imelda dei loro studi e delle loro aspettative. Ospite con noi c'era Gabriella che ci ha raccontato delle sue esperienze con l'Opera. Ripensandoci abbiamo parlato più di noi che dei nostri rispettivi paesi ma è il segno che eravamo entrati in sintonia e che la nazionalità di provenienza era diventata una questione secondaria.
Giorgio e Brunella

 

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FAMIGLIA PERUVIANA
La cultura peruviana e persone interessanti in un’unica serata
La cena che ho fatto con la mia famiglia a casa di Ana è andata bene. Ho avuto la piacevole sorpresa di capire, entrando in casa, che non eravamo solo noi gli invitati, ma in tutto eravamo in 10, quindi oltre a conoscere direttamente la cultura peruviana abbiamo anche incontrato persone interessanti con cui trascorrere la serata. Alcuni di loro, a differenza nostra, arrivavano anche da fuori Torino! L'ospitalità è stata calorosa,con un video iniziale molto interessante dal punto di vista della conoscenza geografica e culturale del paese, ed è terminata con alcune canzoni cantate e suonate dalla stessa Ana. Bellissima esperienza! E ottima cucina! Ancora grazie
Antonella Detta

Il flauto di Pan
Noi siamo stati dalla famiglia peruviana, ospiti della Sig.ra Ana. L'accoglienza è stata calorosa nonostante la sua casa fosse già strapiena: una decina di bambini a cui insegna danze e canti tipici peruviani, tre figlie, i genitori appena arrivati dal Perù.... eppure Ana ha cucinato per tutti e ci ha intrattenuti con racconti della sua esperienza in Italia, canzoni della sua terra e musiche suonate con il flauto di Pan. Avremo ancora occasione di vedere Ana nel prossimo futuro: nostra figlia si è mostrata talmente attratta dal flauto che lei ce ne ha procurato uno con tanto di libretto che spiega come suonarlo! Ci siamo trovati molto bene anche con gli altri ospiti, tutti alla prima esperienza con questo progetto. Cibo semplice ma appetitoso e abbondante, accompagnato da una bevanda che è diventata un po' come una parola d'ordine... Chicha!
Elena e Alfredo



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