LA NOSTRA IDEA DI COMUNITA’
Per il 2009 l’intento è quello di affrontare l’affascinante tema del “fare comunità”, in un momento storico e in una città in cui diverse e numerose comunità “straniere”, necessitano e richiedono un dialogo nuovo e continuo, che individui un terreno comune, una radice, un linguaggio universale, che rispetti e ami le koiné che lo compongono.
Zigmut Bauman, nel suo testo "Voglia di Comunità", (I ed. Laterza, Roma-Bari 2001,), scrive che è avvenuta una dissoluzione delle "vere " comunità (contadine, artigianali, commerciali), che hanno determinato l'inquietudine di dover vivere attanagliati dall'insicurezza, anelando continuamente alla comunità idele.
In questa ricerca, tuttavia, la condanna è quella di a creare sempre dei surrogati di comunità.
La comunicazione passa da “interna” ad “esterna” alla comunità; svanisce l’identicità, soprattutto con l’avvento dell’informatica; e a questo punto l’omogeneità andrà ricreata, ovvero ricercata ed estratta a forza.
Si inventa, a tal scopo, la categoria della identità, che per Bauman è appunto un surrogato della comunità, in quanto divide e separa. Contrariamente alle comunità naturali, poi, questi surrogati non riescono a risolvere la dicotomia libertà/sicurezza, anzi la acuiscono. È proprio questo rapporto che l’a. intende indagare: se è vero che la comunità dà sicurezza, essa richiede un certo sacrificio della libertà. Bauman, invece, vorrebbe tentare di conciliare proprio libertà e sicurezza, nell’ambito di un ripensamento del concetto e del senso stesso di comunità. [segui la lettura sul sito]
Lo stesso scrittore, afferma, in un intervista pubblicata su Il Sottoscritto
Mentre crediamo che il consumo ci consenta una libertà individuale, in realtà esso ci consegna ad una schiavitù mercificata. Che ruolo può svolgere l’intellettuale nella formazione di una coscienza critica?
Mi piacerebbe poter dare una risposta convincente. E’ una domanda per la quale ho lottato per cinquanta anni e su cui ancora non mi sono dato risposte. Noi siamo creatori della storia nel senso che la scriviamo, ma in realtà è come se la scrivessero gli altri.
Siamo creatori che si trovano all’interno di una storia nella quale i rapporti con le persone e con le cose, essendo estremamente flessibili, sono estremamente difficili.
Quindi dobbiamo e possiamo affidarci ai legami che ci uniscono alle altre persone. Ma all’interno di un mondo che cambia continuamente ciò che è vincente, oggi può essere perdente.
Ci sono due valori senza i quali non è possibile immaginare una vita umana affidabile: sicurezza e libertà. Ma le due cose sono spesso in contrasto, una tira per un lato e l’altra va in un’altra direzione. Ed ecco il concetto di società ambivalente. Non c’è nulla di scritto e di sicuro per conciliare questi due valori che sono in uno stato continuo di conflitto tra loro.
Quando ho studiato la storia della modernità, mi sono convinto che l’idea del progresso era unilineare. Ma è un concetto scorretto perché invece lo schema è quello di un pendolo che oscilla tra libertà e sicurezza. Sigmund Freud in un suo libretto intitolato “Il disagio della civiltà” ha espresso benissimo questa oscillazione. Spesso dobbiamo abbandonare parte della libertà per avere più sicurezza e viceversa. La civilizzazione è quindi uno scambio continuo tra questi due valori. Oggi, che possiamo essere liberi di fare tutto quello che vogliamo, che godiamo di libertà sessuale e comportamentale stiamo correndo molti più rischi di perdere quella stessa libertà. Ci troviamo sulla soglia di questo pericolo e magari siamo davanti ad un’altra grande oscillazione del pendolo verso la sicurezza.
In tempi recenti si è osservato che non è necessario il contatto fisico o la vicinanza geografica per creare un'identità comunitaria, se ci sono comunicazioni efficienti e comuni obiettivi. Prova ne sono le comunità virtuali sviluppati sulla rete internet. Una comunità può indicare nel linguaggio comune una struttura organizzativa sociale, un paese o una regione. In un senso più propriamente sociologico per l'appartenenza ad una comunità servono caratteristiche più forti, tali da creare un'identità, una dimensione di vita comunitaria implica tipicamente la condivisione di un sistema di significati.






