FESTIVAL DELLE PROVINCE 2009Festival Internazionale dell'Oralità Popolare
AUTUNNO
Coro Bajolese
TESTIMONE DELLA CULTURA POPOLARE 2005
per la PROVINCIA DI TORINO
Il Coro diretto da Amerigo Vigliermo, è sorto nel 1966 a Bajo Dora, nel Canavese, e da allora si dedica alla
ricerca e raccolta della tradizione orale di questa area geografica e storica a nord di Torino. Nel "manifesto di fondazione" si legge: “… la corale Bajolese, sfruttando la favorevole predisposizione musicale di alcuni suoi componenti, nasce con il preciso scopo di avviare al bel canto le giovani leve e di accogliere e riunire attorno a sé tutti coloro che credendo nella funzione sociale dell’arte simpatizzano per essa sotto qualsiasi forma si manifesti … Per mantenere viva e operante l’organizzazione occorre entrare nel cuore dei Bajolesi, sforzarsi di far comprendere loro che la corale appartiene a Bajo Dora …Amerigo Vigliermo, classe 1935, da Bajo Dora, comunità che si incontra là dove la provincia di Torino abbraccia la valle d’Aosta, ha scelto quella popolare, del suo Canavese: da archeologo, a esploratore, a innovatore. In questo “testimone della tradizione popolare”, arde da sempre la fiamma della riconoscenza; anzi va cercata proprio lì la scintilla che ha mosso, insieme alla sua curiosità, la meritoria intrapresa per la ricerca e la salvaguardia delle canzoni popolari del suo Canavese. Impresa non facile, al limite del temerario…
Amerigo Vigliermo e Il Centro Etnologico
... Ci si rende conto di essere depositari di un patrimonio che ha e che mantiene valore e dunque si favorisce la disponibilità a fornire nuovi materiali, a scavare nella memoria a trovare altri testimoni. La riproposta non è stata fatta solo con il coro. L’abbiamo fatta anche con i giornali e conla televisione, con la rubrica che per ventiquattro anni, ogni sabato ho tenuto su “Tele Ivrea”. Queste azioni oggi sono in molti a farle, e l’idea che allora, ai nostri inizi, veniva spesso dileggiata o schernita…Come sono contento di verificare che allora facevo magari cento chilometri e tornavo a casa senza nulla di registrato e ora non mi muovo da casa e vengono a portarmi i pezzi: siamo un punto di riferimento. Questo perché non siamo il ricercatore urbano che viene prende e se ne va; noi siamo qui.
Ci vuole un contatto continuo con il territorio, con la gente. Solo così si stabilisce un rapporto di fiducia perché i cuori si aprano. Alla base di tutto il lavoro del Coro Bajolese e del Centro Etnologico Canavesano, c’è un rapporto intenso con il territorio che cerca di rispondere all’urgenza di ristabilire un collegamento con la comunità, la sua storia, la sua memoria. Deve valere per tutto.
Amerigo, ha un cuore gonfio di generosa passione, ma non fa l’etnomusicologo di professione.
Noi ci siamo un po’ pomposamente chiamati Centro Etnologico, ma la fase finale del nostro impegno, che sarebbe quella dello studio, della riflessione, della reimmissione dei valori in un mondo culturale, non è nelle nostre capacità, non abbiamo né tempo, né competenze. Per tradurre il nostro lavoro in un nuovo lievito che faccia fiorire una nuova cultura musicale popolare, ci vorrebbero l’Università, il Conservatorio. Noi abbiamo raccolto e riproposto un patrimonio: per completare il lavoro ci vuole ora l’analisi, per portare a compimento una corretta operazione culturale globale.
Canti, Poeti, Pupi e Tarante. Incontri con i
Testimoni della Cultura Popolare
CANTARE “BELLO” IN CANAVESE.
Amerigo Vigliermo e il Coro Bajolese
di Valter Giuliano – Squilibri Editore -Roma 2007
Testimoni della Cultura Popolare
CANTARE “BELLO” IN CANAVESE.
Amerigo Vigliermo e il Coro Bajolese
di Valter Giuliano – Squilibri Editore -Roma 2007






