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Provincia di Cuneo: Cortemilia, Bra, Castiglione Tinella |
La Provincia di Cuneo è stata, a suo tempo, tra i soci fondatori della Rete Italiana di Cultura Popolare e ha creduto fin dall'inizio in un progetto di diffusione dei patrimoni di cultura popolare che dalla Provincia di Cuneo si espanda verso il resto d'Italia. In quest'ottica si inserisce pienamente il progetto dell'Università Itinerante della Rete Italiana di Cultura Popolare che, con le Cattedre Ambulanti, coinvolge per primi alcuni Comuni della Provincia di Cuneo. Il 2012/2013 sarà il primo Anno Accademico di questa nuova Università Itinerante che coinvolgerà le Scuole e le Biblioteche del territorio e ci auguriamo che questa nuova iniziativa sia apprezzata dai cuneesi come idea di una memoria vivente.
I primi appuntamenti avranno luogo a Cortemilia, Bra e Castiglione Tinella, già nel mese di Dicembre 2012. A questi si seguiranno, nei primi mesi del 2012, Boves, Cervere, Entracque, Manta e Rocca de' Baldi cui speriamo si aggiungeranno molti altri nei mesi e anni a seguire.
I Riti
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SARDEGNA - IL CANTO A TENORE Il canto a tenore o “cuncordu” è uno stile di canto, che ricopre un ruolo importante nel panorama delle tradizioni sarde, sia perché espressione artistica di pura matrice isolana, esente da condizionamenti o influssi esterni, sia perché espressione sociale dell'idilliaco mondo agro-pastorale, strato sociale che simboleggia l'isola sotto ogni punto di vista, e sul quale il popolo sardo ha radicato le proprie origini. Il Canto a tenore è stato inserito dall’UNESCO tra i “Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity” e perciò proclamato "Patrimonio intangibile dell'Umanità”. |
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CENTRO ITALIA - LA POESIA A BRACCIO La poesia a braccio è una nozione dai molti nomi: poesia improvvisata, canto a braccio, canto in "bernesco", ottava improvvisata. “A braccio”secondo alcuni nasceva del fatto che i poeti solevano muovere le braccia durante l’esibizione. Secondo altri era un’unità di misura per le stoffe. L’idea di base è una poesia che viene creata inventando i contenuti nel momento stesso in cui si canta. Lo schema metrico è quello classico, l’endecasillabo già usato da Ariosto, Dante .. Quindi rima alternata per iniziare e rima baciata per le ultime due. E’ l’ultimo verso a dover essere ripreso dal poeta che proseguirà nel canto. Normalmente infatti sono più poeti a partecipare in una vera gara poetica. Non è un caso che Il canto a braccio sia denominato “ a contrasto”: oltre a doversi ‘attaccare all’ultima rima, il poeta che prende la parola dovrà sostenere la sua tesi (opposta a quella di chi l’ha preceduto) sempre usando i versi con maestria, per essere il più convincente possibile. I temi più comuni sono montagna vs mare, moglie vs cognata e così via. E’ dunque un esibizione assolutamente argomentativa, non solo legata alla sola sonorità. Abruzzo, Lazio e Toscana sono le terre in cui è nato il canto a braccio in endecasillabo e dove continua a essere praticato. Anche nella Sardegna del nord i poeti cantano utilizzando l’ottava rima, mentre nel sud dell’isola la metrica è differente. Inoltre, durante le gare, si va oltre al confronto di tesi differenti: l’esercizio consiste nel riconoscere un contenuto segreto all’interno dei versi. La bravura, e la competizione, sta nello scoprire questo elemento nascosto tra le rime dell’intervento della squadra avversaria. Per quel che riguarda l’estero abbiamo testimonianze significative nell’area ispanica, Baleari e Paesi Baschi in primis. Ma questa poesia è molto diffusa anche nell’America centrale, sebbene i versi 10 anziché 8, e non sempre siano endecasillabi. Meno conosciuto, ma altrettanto importante, è il canto a braccio nel mondo arabo: Palestina, Libano, Nord Africa. |
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SUD ITALIA - LE ZAMPOGNE La Zampogna, che incontreremo insieme all'Associazione Daltrocanto, è uno strumento di origine antichissima, forse già conosciuto ai tempi dei Sanniti e dei Romani: costituito da due parti: la sacca o otre, in pelle di capra con funzione di riserva d’aria, e lo strumento in legno (erica, mandorlo, albicocco, ultivo, ciliegio, ecc.). A sua volta lo strumento è costituito da un testale, due charter o canne melodiche e due o tre bordoni. Lo strumento è diffuso in molte zone del centro – sud (Molise) e sud italia (Calabria). L’utilizzo era connesso alle maggiori festività: battesimi, matrimoni, serenate, Natale, Capodanno, Epifania, assolvendo a una duplice funzione sacra e profana. Da una parte le pastorali e le processionali, che accompagnavano le messe e le processioni, dall’altro le tarantelle per le feste e i balli. |
Sabato 17 Dicembre
Ore 10.00 – Aula Magna Liceo Scientifico Giolitti – Gandino, Via Fratelli Carando, 43 - Bra (CN) - Canti e Parole: incontro – concerto con i Poeti a Braccio Reatini










